Infiorescenze di canapa: caratteristiche, proprietà e usi

Infiorescenze di canapa, caratteristiche, proprietà e usi

 

Cosa sono le infiorescenze di canapa

foglie di maria
foglie di maria

La canapa è una pianta grassa appartenente alla famiglia delle cabbanaceae. E’ anche conosciuta con il nome di cannabis o foglie di maria. Fin dal passato è molto usata nella produzione di oli sintetici, alimentari o cosmetici, ma anche nel settore tessile.
Dalle infiorescenze femmina della canapa sativa viene ricavata la ormai famosa cannabis light. La cannabis light è un’ infiorescenza che permette di assaporare il gusto della canapa, senza subire gli effetti psicoattivi provenienti dal THC. Quest’ultimo, se usato in dosi alte, può causare effetti indesiderati come attacchi di panico, paranoia e tachicardia.

Dalla cannabis sativa legale viene estratto il cannabidiolo o CBD. Il fratello del THC non altera la percezione e non dà l’effetto sballo di quest’ultimo, anzi ne contrasta gli effetti rendendoli così innocui. Il CBD è un principio attivo che viene usato sempre più spesso molti settori: alimentare, benessere, cosmetico, ludico, tessile. Negli ultimi anni numerosi studi autorevoli portati avanti da medici e scienziati di fama mondiale, stanno via via dimostrando gli straordinari effetti di questa sostanza su alcune malattie o disturbi da noi sofferti.
Infatti il CBD può alleviare o contrastare molte patologie o disturbi, grazie alle sue molteplici proprietà benefiche.

Il nome Cannabis light deriva dalla percentuale di THC presente contenuta in essa che deve essere stimata intorno allo 0,2%. La soglia di sopportazione a livello legislativo è dello 0,6%, in casi particolari e solo per determinate condizioni secondo la legge 242/2016 che ha regolamentato la presenza e a che percentuale del THC. Questo permette la vendita libera delle infiorescenze per uso ricreativo. Viene usata soprattutto come rilassante del tutto naturale, anche se gli effetti possono variare a seconda del soggetto

differenza cbd e thc
differenza cbd e thc

 

Le differenze tra la Canapa Sativa e Canapa Indica

La tipologia di canapa sativa è presente prevalentemente in paesi con un clima caldo e nelle stagioni più adatte a favorirne la crescita. Le coltivazioni più annoverate di questo genere sono presenti in India, Colombia, Thailandia e Messico.
La cannabis sativa trova le differenze rispetto alla canapa indica nei tempi di crescita e fioritura. Anche la dimensione delle 2 pianti è differente. La canapa sativa impiega più tempo a crescere rispetto alla canapa indica: i tempi si stimano circa di 12 settimane, anche se i risultati ne ripagano la lunga attesa.
La canapa sativa è particolarmente indicata per uso terapeutico poiché fornisce sollievo contro i fastidi delle infiammazioni e dolori comuni  di natura varia. Ma il suo uso principale rimane quello tessile o edile o nella creazione di oli vari.

 cannabis indica

cannabis indica

La coltivazione di Cannabis

Di solito i fiori vengono attentamente selezionati e la coltivazione della canapa sativa avviene senza l’uso di sostanze chimiche, per renderla naturale al 100%. Inoltre la raccolta delle infiorescenze si effettua a mano, senza tritarle o alterare la struttura della pianta.

Le piante di cannabis indica sono prevalentemente provenienti da paesi caldi come India, Afghanistan e Pakistan. La coltivazione di marijuana indica è molto comune tra gli appassionati di coltivazione indoor, che rendono questa coltura ottimizzabile in termini di resa del prodotto e di spazio utilizzabile, senza contare tutti i benefici che porta una coltivazione in grow box
Al contrario della canapa sativa la indica impiega la metà del tempo a fiorire. Invece di 12 settimane, che sono i tempi stimati circa per la fioritura della sativa, la indica impiega all’ incirca sei settimane. Derivano da piante più piccole. La canapa indica è conosciuta soprattutto grazie ai suoi effetti altamente distensivi e rilassanti. Questi ultimi sono il risultato della grande concentrazione di CBD che troviamo nell’ indica piuttosto che nella sativa.

cannabis sativa
cannabis sativa

L’utilizzo delle infiorescenze di cannabis legale

Tra le tante annoverate proprietà benefiche, le infiorescenze di cannabis hanno un ruolo importante anche nella terapia del dolore. Questo è possibile grazie sempre all’elemento principale estratto da questa pianta: Il cannabidiolo o CBD. Infatti grazie al recettore CB1, il suo uso è consigliato come analgesico naturale ed anche a chi soffre di infiammazioni croniche.

Le proprietà rilassanti e distensive del cannabidiolo lo rendono un grande amico della nostra salute mentale. Ci aiuta infatti a contrastare gli stati d’ansia e i disturbi post traumatici da stress ,oltre che a combattere il disturbo ossessivo compulsivo. Inoltre viene in nostro soccorso anche nella lotta contro i disturbi della personalità (bipolarismo) o la schizofrenia. L’uso di cannabis light è consigliato ai pazienti con uno dei disturbi sopracitati. Fa parte di una terapia più complessa e che è costantemente monitorata dagli esperti del settore psicologico.

Tra le altre cose, il CBD può essere presentato sotto forma di olio. E’ usato per trattare molti disturbi, sia per calmare la nausea che le crisi di vomito. Il suo sapore gradevole ne favorisce l’assunzione, ma non solo, l’olio di CBD è un grosso alleato anche per molti altri disturbi che tratteremo in seguito sempre in queste pagine.

Un settore in continua evoluzione

Come già scritto all’ inizio di questo articolo, sono stati molti gli studi che hanno interessato il mondo delle infiorescenze di cannabis leggera. Uno di questi studi continua ad andare avanti tutt’ oggi. Dopo lunghi periodi di sperimentazioni fatte, è emerso che l’uso del CBD possa contrastare la nascita o la crescita delle cellule cancerogene.
Gli effetti di questa pianta sono utili anche per contenere gli effetti collaterali portati dai cicli di chemioterapia.

infiorescenza
infiorescenza

 

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